Italia – Brasile tre a due [La memoria del caso – frammento]

Mi sono trasferito, da poco, con la mia famiglia, ho cambiato quartiere. Abitavo alla Crocetta, vicino al centro, adesso siamo andati a Città Giardino.

Preferivo prima. I miei amici abitano tutti lì. E poi lì le cose sono vecchie e belle, qui nuove e tutte uguali. Lì l’autunno lo vedi nei giardini in cui andavo da piccolo. Gli alberi diventano marrone scuro ed il buio li copre presto.

Qui non so ancora com’è l’autunno, sono arrivato che era primavera. E la primavera qui la vedi nel volto sudato dei benzinai e dalle finestre non più bagnate dalla rugiada.

L’altro giorno sono uscito con Gianna. Siamo andati a bere un bicchiere in centro. L’indomani sarebbe partita per Viareggio. Ci siamo dati qualche bacio. Io ce l’avevo durissimo e ho paura che lei l’abbia notato. Non siamo ancora abbastanza intimi, le mie mani hanno toccato solo le sue tette e la sua pancia e le sue gambe. Non il culo e non la figa. Ci vediamo da un mese io e Gianna. Gianna è media. E’ carina. All’interno del gruppo del liceo è considerata bene. Insomma non faccio né una buona né una cattiva figura ad uscire con lei. Non che la cosa abbia troppa importanza, ma un po’ ne ha. Continua a leggere “Italia – Brasile tre a due [La memoria del caso – frammento]”

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Ed io mi farò un bagno, toglierò il tappo dal buco della vasca e ti vedrò scivolare via. Ti vedrò andare via lentamente, goccia a goccia. Vedrò andare via il tuo odore dalla mia pelle, il primo tuo sorriso e l’ultimo pure, le nostre bugie piccole, il mio cazzo che entra nella tua fica. Vedrò andare via quella volta che scappammo dall’albergo perché non avevamo soldi, scomparirà il neo che hai sul culo e che amavo leccare, via i colori dei tuoi capelli e dei tuoi peli, via quella volta che nel tuo culo con il tuo neo volevo mettere il mio cazzo e tu no e tu si e poi d-o mio ma non è alle donne che poi fa male? Via i miei pensieri quando ti aspettavo sotto casa e tu eri ancora dai tuoi, via, se ne andrà via tutto da quel cazzo di buco di vasca, via i dischi sentiti insieme, via brahms e via fossati, via lo straniero e via il tunnel, se ne andranno i problemi e i piatti che lavavi solo tu, se ne andrà l’odore sulla nuca e il sapore della tua fica, via la mia insonnia sul tuo corpo, via quel cazzo di rumore tipo fischio che facevi quando tossivi, via le tue mani e i tuoi piedi e i tuoi popliti e le tue gengive e via le tue cazzo di lezioni di greco e di latino e vaffanculo, via la tua famiglia di bravi e belli e intelligenti e di sinistra, via la tua risata, via i tuoi amici tutti artisti e tutti froci.

Toglierò il tappo e colerai via. 

Lo potete acquistare qui

 

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Ed io mi farò un bagno, toglierò il tappo dal buco della vasca e ti vedrò scivolare via. Ti vedrò andare via lentamente, goccia a goccia. Vedrò andare via il tuo odore dalla mia pelle, il primo tuo sorriso e l’ultimo pure, le nostre bugie piccole, il mio cazzo che entra nella tua fica. Vedrò andare via quella volta che scappammo dall’albergo perché non avevamo soldi, scomparirà il neo che hai sul culo e che amavo leccare, via i colori dei tuoi capelli e dei tuoi peli, via quella volta che nel tuo culo con il tuo neo volevo mettere il mio cazzo e tu no e tu si e poi d-o mio ma non è alle donne che poi fa male? Via i miei pensieri quando ti aspettavo sotto casa e tu eri ancora dai tuoi, via, se ne andrà via tutto da quel cazzo di buco di vasca, via i dischi sentiti insieme, via brahms e via fossati, via lo straniero e via il tunnel, se ne andranno i problemi e i piatti che lavavi solo tu, se ne andrà l’odore sulla nuca e il sapore della tua fica, via la mia insonnia sul tuo corpo, via quel cazzo di rumore tipo fischio che facevi quando tossivi, via le tue mani e i tuoi piedi e i tuoi popliti e le tue gengive e via le tue cazzo di lezioni di greco e di latino e vaffanculo, via la tua famiglia di bravi e belli e intelligenti e di sinistra, via la tua risata, via i tuoi amici tutti artisti e tutti froci.

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A dicembre la versione in brossura.