Giuseppe Genna, nella sua pagina facebook, scrive:

E’ semplicemente vergognoso che l’Italia e l’Europa tacciano, continuino a tacere, davanti e perfino intorno a quanto sta accadendo in queste ore nella Striscia di Gaza. E’ un genocidio, altroché operazione di terra per scovare i tunnel. Queste sono immagini dall’abitato di Shujaiyya: è una nuova Sabra e Chatila. Si contano 44 morti fino a ora. Uomini donne bambini massacrati, slogati, pronti alla decomposizione, mortificati prima che morti: sono le sillabe del loro sangue a pesare sul silenzio occidentale. Altroché ripetizioni dell’infinito conflitto mediorientale che mettono a disagio perché le abbiamo viste infinite volte (ho letto in giro anche questo). Devono vergognarsi tutti gli europei, gli italiani brava gente in primis, ché il premier sta in Mozambico ad annunciare che Eni investe 50mld. E’ un giorno di morte sacra, questo. Questa notte è stato il saccheggio della vita a opera di ebrei e questo fa più dolore ancora. Quanto vale un bacio da fratellino a un popolo martoriatissimo, il palestinese, che da decenni sta subendo lo stillicidio della lenta morte contrattuale? Vale nulla, è vero, ma io bacio da fratellino le guance dei palestinesi, inzaccherate di polvere e sangue o linde di aria frizzante che fa attrito mentre si fugge, chissà dove, dalla morte che parla – è incredibile – in lingua ebraica.

Premettendo che il testo riportato del Genna è simile ad altri diecimila e che quindi, ovviamente, lo uso solo a esempio, uno scrittore dovrebbe conoscere il significato delle parole. Genocidio è quello che vorrebbe Hamas, non quello che fa Israele (il ché non vuol dire delegittimare Israele dalle colpe che, a mio avviso, ha). Ma questa è ignoranza, ignoranza strumentalizzata e strumentalizzante, certo, ma siamo ancora nei confini dell’intellettuale che non mette il proprio cervello a servizio della ricerca di un suo punto di vista, ma si asserva al modello etico, ma soprattutto estetico, culturalmente “giusto”; si asserva ciecamente a quello che non lui, ma molti come lui – tutti quelli come lui – hanno deciso essere “il vero”, il “giusto”, “il buono”. Il povero da difendere, la vittima a cui piantare una bandiera nella schiena per mostrare non l’ennesimo morto in guerra, non la vittima presunta ma lui stesso, l’intellettuale: io sono l’occidentale buono, io ti difendo. Ci sarebbe anche da chiedere: difendi come? Ma questo è un altro discorso.
Quello che appare chiaramente è che il palestinese diviene lo status symbol dell’intellettuale. Che evidentemente non conosce, e che altrettanto evidentemente è solo un simbolo estetico per mostrare la propria superiorità etica. Altrimenti, vien da pensare, perché non parlare delle centinaia di migliaia di morti che nello stesso periodo hanno solo il torto di risiedere in terre poco “giustamente attaccabili”?

Ma, la frase che porta il confine oltre e rende il concetto chiaramente antisemita è dopo: “Questa notte è stato il saccheggio della vita a opera di ebrei e questo fa più dolore ancora”. Israele ed ebrei non sono la stessa cosa, e far credere, o credere e basta, che lo sia, unendo la valenza negativa, è antisemitismo.
E, oltre a essere antisemitismo (termine sbagliato, semiti sono anche gli arabi), contribuisce ad allontanare la possibilità di capire i veri problemi, e quindi le quasi impossibili soluzioni, del dramma che si vive nel medio oriente. Dramma di cui è responsabile, sempre a mio avviso, anche Israele. Anche, appunto.

4 pensieri riguardo “Antisemiti in clarks

  1. Non conosco Genna ma sono d’accordo su tutto quello che hai benissimo detto, anche qui da noi è lo stesso discorso.

    (bella la nuova veste grafica del sito)

  2. Perfetto!!! E’ quello che penso anche io.

    Ma le confessioni di un ologramma lo fai uscire anche tradotto? In italiano non ce la posso fare :)

  3. Mi dai la tua mail (o mi contatti alla mail che scrivo qui per commentare?) Sto facendo un saggio proprio sulla questione palestinese e vorrei parlarti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...