In quell’attimo in cui si fermò rivide gli occhi del diavolo. Poi tante altre cose: una notte passata a leggere la nausea di Sartre, una partita di pallone da bambino, la rincorsa a una donna che scappava in lacrime. Poi nulla di reale, un sogno in cui era felice, felice come non lo era mai stato, e poi, di colpo quella sensazione così bella diventava di terrore, come se qualcosa di tragico fosse già capitato, e lui lo sapesse pur senza ancora sapere cosa. Poi, ancora, pensò: ecco, sto per morire, sto rivedendo tutta la mia vita perché sto per morire. Pensò a quanto tutto fosse così patetico e trascurabile. Così insignificante la differenza tra gli antipodi e a tutto quello che c’è in mezzo. Pensava. “è davvero tutto qua?”. Siamo davvero così niente, e questo niente che si veste di tutto, dal potere all’amore, dalla povertà alla ricchezza, dalla casa alla strada, una volta reso nudo e senza nome è davvero così, così insignificante, così poco degno di aver trovato esistenza, così patetico nel credersi quella cosa o quell’altra, così ingiustamente altezzoso quando pensava di valer oro o almeno argento, qualcosa in più di un lungo e sofferente sbadiglio con la gola che raschia e polmoni che ne godono? Pensò a quante volte aveva desiderato morire e ai motivi per cui non lo aveva fatto. Cos’era? Paura quella cosa che lo aveva sempre ostacolato? O istinto di conservazione, quella meschina definizione adatta a moschini che continuano a svolazzare davanti a una lampadina fino, finalmente, friggersi e morire? Pensò a tutti i suoi tristi tentativi per cercare di evitare l’ultimo colpo di calore, e cercare di andare più forte, che stai precipitando, e pensare di essere salvo perché pensi di aver trovato la giusta distanza tra buio e lampadina. Pensò che in fondo non c’era altro nella sua vita e in tutte: svolazzare cercando la giusta distanza tra buio e lampadina per andare avanti ancora un po’. Pensò che sarebbe troppo triste vederla per quello che è, e così, durante tutti i viaggi ci si inventano i nomi, si creano le sensazioni, si stabiliscono legami.

Poi tutto questo se ne andò e Joseph rivide nuovamente gli occhi del diavolo.

31 pensieri riguardo “Joseph e il diavolo (parte terza)

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