Confessione di un ologramma [romanzo] Cap 12 – incipit

  • Sei ossessionato dalla morte, tu.

  • Mica vero, e poi cosa vuol dire ossessionato? Se uno è ossessionato vuole una cosa? Se uno è ossessionato dalle donne, vuole le donne, se uno è ossessionato dai fiamminghi, vuole i fiamminghi. Io mica voglio morire.
  • Intendi i quadri fiamminghi?
  • Sì, i pittori, i dipinti. Ma comunque, in effetti uno può essere ossessionato dal calcio, ma vuole vederlo, mica averlo. Quindi, se per ossessione intendiamo una cosa che ci occupa la mente per parecchio tempo, forse sono ossessionato.
  • E quindi, cosa c’è dopo? Qualcosa, niente, paradiso, inferno?
  • Ah, non lo so.
  • Va be’, un’idea te la sarai pure fatta visto che sei ossessionato.
  • Non ho idee, ho possibilità.
  • Ok, quindi?
  • Secondo me la possibilità maggiore è che non ci sia nulla, poi reincarnazione, poi altro, misto.
  • Misto?
  • Sì, ci sta tutto, dal fatto che questa vita sia un sogno e ci si svegli e allora sono altri dubbi perché sarebbe un’altra vita simile. Anche se, in effetti potrebbe essere anche un’altra cosa. Oppure non so, ci sono infinite possibilità, visto che non sappiamo se c’è qualcosa e, in caso ci fosse, cosa è.
  • Be’, dicevo secondo te.
  • Sì, e te l’ho detto. Anche se in fondo, la cosa più probabile è anche la più difficile da immaginare.
  • In che senso?
  • Pensa che non ci sia niente.
  • Sì.
  • Pensarlo è facile, è, forse, la cosa più facile da pensare: si vive, si muore, fine. La cosa difficile, o forse impossibile, è immedesimarsi in quel niente.
  • Se è niente, in effetti, come puoi immaginarlo.
  • Ma provaci un attimo, pensaci, muori. Poi niente, inesistenza. Ce la fai?
  • No. Insomma, non penso.
  • Ecco, neanche io, ci ho provato per ore, non sai quante, e credo sia l’orrore. Anche se poi, se non esisti, insomma, non c’è manco quello. Quindi è come se l’orrore ci fosse solo per un attimo e per tutti gli attimi in cui provi a immedesimarti, ma alla fine è un orrore di una cosa che non saprai mai. E’ come se anche quello non esistesse, visto che non ha riscontro. Come se neanche la vita fosse esistenza, visto che la morte non lo è.
  • E tu cosa preferiresti ci fosse?
  • Questo credo sia il paradosso, quello grande.
  • Cioè?
  • Io credo si viva, almeno, io, poi gli altri non so, solo perché non si sa. Si sapesse, si sapesse qualsiasi cosa, sarebbe meglio morire.
  • Ho mica capito.
  • Se non ci fosse nulla che senso avrebbe vivere? Cosa cambierebbe se morissi tra un secondo o tra anni? A me niente. Tutto ha un senso se c’è altro. Anche i legami: che senso hanno se non sono eterni? Tutto ha senso se davvero c’è un senso.
  • Be’, per qualcuno c’è in questa vita.
  • Appunto, per qualcuno, io dico per me. E comunque, se invece fossi certo che c’è altro, preferirei morire e andare a vedere cos’altro c’è.
  • Cazzo. Quindi,scusa, in ogni caso preferisci morire.
  • In ogni caso, sì. È proprio questo il paradosso: in ogni caso preferirei morire, ma visto che non so, preferisco vivere. Vivo per il dubbio, insomma. Ma il dubbio tra due cose per cui preferirei morire.
  • E chi ti porteresti?
  • Cosa vuol dire chi ti porteresti?
  • Metti che tra cinque minuti sei morto, chi ti porteresti?
  • Ma che domanda del cazzo è? Sarebbe mica gentile portarsi qualcuno.
  • Ok. Ma lascia perdere altruismo, tanto è una cazzata, mica può avverarsi. Dico per te. Tu muori, chi vuoi che continui a essere con te.
  • Il mio cane è già morto, posso ritrovarlo dall’altra parte e basta. Vale?
  • No, una persona, una, una sola che ti porteresti dall’altra parte.
  • E se non vuole?
  • Oh, cazzo, chi se ne fotte, ci viene lo stesso.
  • E poi mi odia perché l’ho portata.
  • Cazzo, no. Tu la porti e per una stracazzo di legge universale, poi dimentica che sei una merda ed è felice di stare con te.
  • Ah, così.
  • Sì, quindi, chi ti porti?
  • Non lo so.
  • Dai, muori tra tre minuti, chi ti porti? Rebecca? Sara? Tua madre, che ne so, chi cazzo ti porti?
  • Mia madre è morta da poco, coglione.
  • Ah, cazzo, vero. Va bene, scusa, chi ti porti?
  • Sara.