Ti vedo che sei ancora una piccola e distante macchia. Fa freddo a Milano, continuo a pensare a cosa dirti e non mi viene in mente nulla, nessun D-o della menzogna mi viene in soccorso. Arrivi, invece, tu, e ti bacio e non dico niente e va bene così, adesso andiamo, qualcosa accadrà.
Come sempre, invece, non accade nulla.
Quando si mette una parte del nostro corpo in una parte di un’altra persona alcuni lo chiamano sesso. Altri, invece, credono sia “fare l’amore”. Per me è una parte del mio corpo in una parte del tuo. Sembra che ti piaccia, e cerco di aggiustare l’espressione del mio viso per renderla simile alla tua.
Una delle saggezze del tantra che lessi in un giornale nella sala d’attesa di un dentista era, tipo: “se dopo il sesso hai voglia di fumare una sigaretta, in realtà non sei del tutto soddisfatto, ti manca qualcosa, se, invece vuoi solo “far nulla”, allora è stato bel sesso”. Io adesso vorrei fumare una sigaretta, fumare un po’ di oppio, partire per un qualsiasi paese – uno a caso andrebbe benissimo – rileggere La Nausea di Sartre e mangiare una bavarese di Peyrano.
Mi dici che sei mia. Che cosa vuol dire che sei mia? Se hai male a un orecchio lo sento io il male o tu? Se godi, godo io? Mi dici che sono bello. Sono vecchio e ho un colorito simile al verde, mi sta colando il naso, ho la tosse e non sono bello neanche nei ricordi di chi non mi conosce.
Continui a parlare e non riesco a dirti nulla. Vorrei solo che scomparissi come scompare l’inizio del mal di testa, che sai che poi peggiora e non puoi farci niente. Mi dici “due coccole no?”. Io credo che peggio delle coccole ci sia solo la parola “coccola”. Mi alzo e vado a fare una doccia e l’acqua è fredda e non riesco a pensare a nulla che non sia “andare via”. Prendere il cane e andare via, possibilmente scomparire dai pensieri di chiunque mi conosca. Libertà è non essere ricordato, la fine di qualsiasi legame, smettere di provare alcunché per chichessia, dimenticare i libri letti, le parole usate e quelle che non si riescono a usare.

  • Amore, hai finito di fare la doccia, ti va se andiamo al cinema?

  • Certo, un attimo e arrivo.

3 pensieri riguardo “Confessioni di un ologramma [romanzo] – frammento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...