vita apparente – confessioni di un ologramma – frammento

L’arrivo del sole dopo mesi di assenza, mi allontana da me stesso. I miei ricordi diventano i ricordi di una persona che conosco, ma che non vedo da molto tempo. Le sensazioni non hanno dimora, non c’è più nessun collegamento con qualcosa di tangibile. È un po’ come essere una foglia che si è staccata da un ramo e continua a muoversi spinta dal vento senza che sappia dove sta andando, senza che sappia più a che ramo apparteneva.
Qualcosa di simile mi capitò facendo regressione. La donna mi disse di guardare i piedi, mentre ero sdraiato con una coperta a coprirmi. Io li guardai e c’erano  scarpe che non avevo mai visto prima. E la vita che guardavo scorrere, come fosse un film, sapevo essere mia, sapevo che quello che camminava ero io, sapevo che il posto in cui stavo andando da qualche parte e che l’andarci aveva uno scopo. Ma io continuavo a essere sdraiato con una coperta a coprirmi.

Sembra una vita apparente quella che vedo, sembra una morte apparente quella che a cui vado incontro.
Oggi l’appuntamento è per le tre e mezzo. Mi sono vestito a tutto punto. Arriverò con qualche minuto di anticipo e troverò l’espressione giusta da vestire per dare una forma che assomigli a quello che non sono ma che è pur sempre qualcosa.