lo scarabocchio


Era il millenovecentosettantuno quando scarabocchiai l’ultima pagina del libro di lettura. Scarabocchiai, allora, senza saperne il motivo.
Ogni giorno, poi, continuai ad andare a scuola con sussidiario e libro di lettura, ma, questo, sempre in seconda posizione. E quando lo aprivo, accompagnato dalla paura che la maestra potesse accorgersi di quell’atto masochistico di ribellione verso il suo ruolo, la meticolosità nel farlo era accompagnata da una sensazione di paura assoluta. Essere scoperto, essere punito, fu una delle mie prime durevoli sensazioni forti. Ogni giorno che passava, per me, non era altro che un giorno in meno all’ultima lettura, quella che, inevitabilmente, avrebbe portato gli occhi della maestra su quello scarabocchio.
Per tutto l’anno mi sentii vivo. Ogni giorno l’inerzia dell’incedere senza motivo fu sostituita da una pungente consapevolezza di esistere. Quella sensazione allo stomaco, prima che al cervello, che tutto possa finire in un dramma mi rese attento, mi rese protagonista del tempo e non più solo succube spettatore.
E quella mattina, quando gli occhi della maestra si posarono sullo scarabocchio che feci, prima ancora che mi chiedesse spiegazioni, intuii che quello che avevo disegnato era il mio destino.

scriptum

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: