Nefòs [romanzo] – frammento


Mario era un suo ex amante. Si erano conosciuti diversi mesi prima che il rapporto con Andrea finisse, a una festa, presentato da un’amica. Per molto tempo Mario la corteggiò.

Il giorno dopo che si separò, Ester andò a casa sua, Mario le disse di spogliarsi, lei si spogliò, Mario la bendò, lei non disse nulla, Mario le legò le caviglie e i polsi dietro la schiena. La insultò per averlo fatto aspettare tanto. Lei aveva paura ed era eccitata, si sentiva impotente. Lui cominciò a sculacciarla, senza dire nulla. Ester sentiva dolore, avrebbe voluto scappare, ma era legata. Passarono secondi, minuti, il suo corpo era teso, i muscoli rigidi e le mancava il respiro. Incominciò a supplicare Mario di smetterla. Mario disse: “smetto quando voglio, puttana, e poi guardati, sei bagnata come una cagna in calore”. Era vero, il sesso di Ester stava colando. Lui la prese da dietro e lei smise di sentire dolore, ma solo il corpo di Mario dentro al suo corpo.

Avrebbe voluto restare così, per sempre legata, priva di ogni volontà. Solo carne con dentro carne, carne che godeva, adesso, voce che urlava “ancora, sono la tua cagna, non ti fermare, ti supplico”.

Poi Mario la slegò, lei non disse nulla, aveva le lacrime agli occhi. Si rivestì e uscì da quella casa, esausta. Si sentiva appagata.

Frequentò Mario per sei mesi, andava da lui quasi tutti i giorni.

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