Sallusti (libera manipolazione in libero stato)


Ne “Il giornale” diretto da Alessandro Sallusti, nel febbraio 2007 compare la notizia della ragazzina di tredici anni che ha abortito. Il giornalista – o presunto tale – scrive che quell’omicidio (l’aborto) è stato decretato dal giudice. Contro la volontà della povera bambina.

La notizia è vera, l’interpretazione è falsa (come dirà Sallusti stesso).

Dopo qualche anno c’è stata la condanna a Sallusti, nella veste di direttore responsabile del quotidiano, con la possibilità che vada in galera per aver reiterato il reato (falso, calunnia, e altre sciocchezzuole).

Gli intellettuali italiani tutti, e tutti quelli che amano che gli altri li vedano come tali, si sono scagliati contro la legge e in favore del Sallusti.

“Libera stampa in libero stato”, “difendiamo il nemico Sallusti!”, “mi batterò fino alla morte affinché tutti, anche chi la pensa diversamente da me, possa avere il diritto di esprimere le proprie idee!”. Insomma, che la retorica abbia inizio.

Le cose intelligenti che bisogna dire, le stanno dicendo tutti. Passando da intelligenti a eroi, visto che difendono Sallusti nonostante abbia usato il suo giornale come succursale di Berluscolandia per anni. Cosa, d’altra parte, di più nobile che difendere il nemico? Cosa c’è di più puro che difendere un’idea a prescindere dal fatto che questa sarà croce rossa per il mio avversario?

Io non credo nella libera notizia in libero stato, se questa è, consapevolmente, una bufala. Ancor peggio se questa bufala nasce a scopi manipolatori (in questo caso mettere in cattiva luce il nemico “Giustizia”).

Mi importa poco che la cosa intelligente e bella da dire sia: “Sallusti non deve andare in galera”.

Credo non debba andare in galera chi esprime le proprie idee anche quando sono sbagliate (anche perché chi potrebbe dire quando soano sbagliate e quando sono giuste?). Sallusti ha certificato, con quell’articolo, un reato. Lo ha fatto tantissime volte. Adesso passa da una trasmissione televisiva all’altra accolto come simbolo della libertà di stampa. E, con la sua aria da Martire, continua a diffamare. Con la sua espressione da “sono vittima di un abuso di potere da parte della magistratura” continua a dimostrare quanto sia facile far passare un concetto al posto che un altro. Continua, col suo fare da paladino della vera-giustizia, a dimostrare come mai abbiamo subito quasi vent’anni di manipolazione politica.

Forse (ma dico: forse) non deve andare in galera, ma che almeno lo si sanzioni con qualche anno di silenzio. Non ha rispettato le regole della “libera stampa”, ha usato il suo “potere mediatico” per denigrare l’avversario utilizzando notizie vere e false (ci ricordiamo del “caso Fini?), per anni ha detto una cosa in prima pagina, con titolo a cinque colonne, per poi smentirla con tre righe a pagina sedici qualche giorno dopo.

E adesso tutti, Travaglio compreso, gareggiano per vincere il premio “manipolato d’oro – anno 2012” mostrandosi al pubblico – pagante o non – come i veri liberali.

Lo stesso premio che vinse D’Alema quando, avendo la possibilità di legiferare una legge antitrust, decise di non farlo. Anche Berlusconi, dopo tutto, aveva il diritto di esprimere le sue idee.

Alessandro Mazzi

One comment

  1. In effetti, l’articolo era stato pubblicato su Libero, l’altro quoridiano del berlusconismo di Salò. Per il resto è tutto più che condivisibile

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