La memoria del caso [romanzo] – frammento


Silvia se n’è andata nella notte. Io mi sveglio e ho ancora mal di testa. Ho la nausea e in bocca un gusto di schifo. Nessuna erezione, neanche quella mattutina, quella senza pretese, quella massì mi tocco un po’ ma senza piacere.

Incomincio a pensare che non mi riprenderò più. Sono le nove e mezza, tra un po’ arriva Rachele, che palle, vorrei dormire per cinquant’anni, per cinquecento, per cinquemila anni vorrei passare da una vita all’altra dormendo, senza alcuna interruzione.

Doccia, acqua, freddo. Mi piace passeggiare nudo per casa, metto un cd, accendo una sigaretta, preparo il caffè e Rachele suona, – sì, sali – e io sono nudo, va be’ metto i boxer, il pisello a penzoloni non credo sia vista per ex-fidanzata.

  • Ciao.

  • Ciao, come stai?

  • Bene, ma non hai freddo?

  • Sì, scusa, facevo la doccia, aspetta, mi vesto, scusa.

E’ bella casa nostra, se penso che l’abbiamo arredata con meno soldi di quanti ne ha spesi Fabrizio per la sua cucina mi viene male. Povero arricchito senza gusto.

  • Va bene, stiamo qui mezz’ora e poi andiamo? Devo fare compere.

  • Sì, va bene.

  • Allora? Come stai? Mangi abbastanza? Vestiti bene, dai, lo sai che quando sei trasandato ci rimango male e fatti la barba che così sembri più vecchio, dai Andrea, non lasciarti andare.

  • E chi si lascia andare. Guardami, sono bello come un cuore.

  • Dammi un bacio.

Lingua calda, sensazione di tornare a casa. L’abbraccio, bacia bene Rachele, la migliore boccalingua della mia vita. Il pisello sembra ricordare i motivi per cui cercava dimora e un po’ si sposta.

  • Mi manchi Andrea.

  • Anche tu.

Mi manchi? Mi manca il tuo corpo la notte quando tra le mie braccia non c’è che il vuoto.

Rachele mi lecca il collo, il torace, mi prende il pisello in bocca. Me lo succhia. In due minuti, lentissimi e senza pensieri, il mio sperma, aiutato da poche contrazioni, passa da me a lei.

Poi lei si sposta e piange e io la guardo e l’abbraccio e penso che questa vita non sia la mia.

Sono nudo, sei tra le mie cosce, le tue lacrime sul mio viso, il mio seme sul tuo corpo. Non siamo qui, ci siamo solo guardando col binocolo da due case lontane.

  • Vieni, dai.

La bacio, l’abbraccio, vorrei piangere anche io, ma solo per arricchire questa immagine, rendendola simmetrica, dando un significato al suo dolore e al mio bisogno di lei.

  • Dai, andiamo, devo comperare dei vestiti.

  • Va bene, andiamo.

Che cosa amavo di te? L’odore, il viso, la fica. Quando ridi, quando mi guardi. Come parli. Quando ho smesso? Perché? Perché quando mi hai lasciato stavo così male? Abitudine, possesso. E adesso perché me lo hai preso in bocca e mi hai fatto venire in te?

Va bene, andiamo, e poi non andiamo.

  • Stai con qualcuna?

  • Vedo una ragazza.

  • E?

  • E cosa?

  • Ti piace?

  • Sì, abbastanza.

  • Non volevo lasciarti, Andrea, ma non ce la facevo più. Mi hai svuotata, erano sette anni che soffrivo. Quanto tempo siamo stati bene? Qualche mese? Qualche momento in qualche anno? Non ce la facevo più Andrea, e pensavo che tu mi avessi tradito e poi tutte le tue bugie e i conti che non tornavano mai, ma non volevo lasciarti amore mio.

  • Non volevi? E perché cazzo lo hai fatto allora? E perché ti sposi? Non potevi semplicemente startene un po’ da sola? No, tu non sei capace di stare da sola, vero? Ma ci diciamo sempre le stesse cose, Rachele, basta.

  • Sì, ma lo devi sapere. Io ti penso sempre e quello che provavo lo provo ancora. Mi sposo perché ho trent’anni e lui fa sempre quello che dice e il sabato e la domenica non ozia tutto il giorno davanti alla televisione e vuole dei figli e mi dice ti amo.

  • Quello te lo dicevo anche io.

  • Sì, è vero. Ma con lui la vita è bella, Andrea, con lui non piango. Andrea, con te la vita è sempre stata triste, lo dico per tutti e due. L’amore folle è una bugia inventata da un pazzo. Sempre e solo problemi, sempre e solo io a doverli risolvere.

  • Già.

  • Mi odi, vero? Mi odi perché ti ho lasciato quando avevi bisogno di me.

  • Ah, capisco. E il pompino era “scusami amore, ti ho fatto male ma adesso te lo succhio un po’”.

  • Smettila.

  • La smetto, certo. Ma come fai a sposare uno che non ami? Dimmelo, così magari riuscirò anche io.

  • Te l’ho detto, voglio sposarmi, voglio vivere tranquilla, voglio dei figli, e tutte queste cose le volevo con te, Andrea. Sei tu che non mi hai voluto. Quante volte mi hai detto “adesso basta, metto la testa a posto, basta con le stronzate, basta con i problemi di soldi, basta con le bugie”, basta, basta, sapevi solo dire basta e io non ce la facevo più.

  • Già. In fondo hai fatto bene. Hai ragione tu, io non cambierò mai.

Lei piange e io non so cosa fare. Non so se dirle: “brutta puttana, mi hai lasciato quando più avevo bisogno di te, stronza che non sei altro, non mi hai mai capito” o “non fare così amore mio, hai ragione tu, è sempre colpa mia, non piangere tesoro, vieni qui, vedrai, andrà tutto bene, amore fatti abbracciare, non piangere, ti supplico, amore mio vieni qui”.

– Dai, non fare così.

Lei mi guarda, le lacrime le coprono il viso, mi guarda e non dice nulla. Singhiozza, non respira bene, cerco un bronco dilatatore, glielo do.

Adesso respira meglio ma continua a piangere e a soffrire.

Una volta eravamo felici.

Mi guarda e se ne va. Io la vedo camminare, la vedo scendere le scale frettolosamente, più veloce delle sue lacrime.

Torno a casa, mi siedo sul nostro divano. Senza pensare tiro fuori l’uccello. E adesso la metto a novanta gradi, glielo metto dentro, le dico: “ sei una puttana, prendilo tutto, prendilo tutto, puttana”.

E poi vengo in un fazzoletto di carta.

Alessandro Mazzi

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: